20 luglio 2026: Settanta anni fa , il 20 luglio del 1956, Science pubblicava un articolo che ha segnato profondamente la fisica del ‘900. Gli scienziati Frederick Reines e Clyde Cowan erano riusciti a rivelare, per la prima volta al mondo, gli antineutrini confermando l’esistenza di queste particelle. Una scoperta che ha segnato profondamente la fisica del Novecento, a cui L’IINFN ha dedicato uno speciale pubblicato nel febbraio 2026.
Settanta anni fa, nel 1956 in piena guerra fredda, due scienziati americani, Frederick Reines e Clyde Cowan, che lavoravano negli Stati Uniti presso il Los Alamos National Laboratory misero a punto un esperimento fondamentale nella storia della scienza.
Utilizzando il reattore nucleare dell’impianto Savannah River, In South Carolina, come sorgente riuscirono a rivelare, per primi al mondo, gli antineutrini emessi dal reattore confermando l’esistenza di queste elusive e piccole particelle, tanto abbondanti nell’universo quanto inafferrabili. Per riuscirci costruirono un apparato sperimentale installato a 12 metri sottoterra, per schermarlo dai raggi cosmici, costituito da serbatoi contenenti acqua e liquidi scintillatori su cui avevano installato tubi fotomoltiplicatori.
Una tecnica che perfezionata tecnologicamente e sperimentalmente troviamo ancora nei più moderni esperimenti per la rivelazione dei neutrini. I loro risultati furono pubblicati il 20 luglio dello stesso anno su Science e nel 1995 valsero il Nobel a Reines (Cowan era morto nel ’74). Una scoperta che ha segnato profondamente la fisica del Novecento, ma la cui storia inizia molto prima e si intreccia con gli eventi sociopolitici dell’epoca.
Continua a leggere su INFN.IT
REIS - 20.07.2026
