Idrogeologia del Massiccio

Il massiccio del Gran Sasso è un grande rilievo montuoso caratterizzato dal punto di vista morfologico da due catene subparallele allineate in direzione NW-SE tra le quali si interpone l'ampia zona depressa di Campo Imperatore ( vedi Profilo geologico schematico allegato). La catena settentrionale, più esterna, comprende le vette più elevate, dal Corno Grande al M. Camicia, tutte al di sopra dei 2500 metri, ed è costituita essenzialmente da rocce calcareo dolomitiche. La catena meridionale, più interna, è costituita da rilievi calcarei meno elevati, a struttura monoclinalica immergente a NE. Tra le due catene si apre la depressione tettonica di Campo Imperatore colmata da detriti di tipo fluvioglaciale e morenico. La forte permeabilità di tali depositi consente l'immagazzinamento pressoché totale delle acque meteoriche, con sviluppo di fenomeni carsici in superficie e in profondità. La forte disimmetria e gli evidenti contrasti morfologici osservabili sui due versanti del Gran Sasso sono derivati essenzialmente dalle caratteristiche litologiche e strutturali del massiccio, il cui attuale assetto è il risultato ultimo di grandi fenomeni di scorrimento con spostamento in direzione adriatica di un grande blocco calcareo dolomitico ("Blocco meridionale") al di sopra di formazioni calcareo marnose parzialmente ripiegate in una struttura di tipo sinclinalico ("Blocco settentrionale").
L'ammasso roccioso che costituisce l'acquifero del Gran Sasso è notevolmente "compartimentato" da un sistema di faglie che hanno bassa o nulla permeabilità; gli equilibri idrogeologici preesistenti sono stati modificati: c'è stato un abbassamento di 600 metri della quota piezometrica, in corrispondenza dei trafori, ma tale quota risale man mano che ci si allontana dai trafori stessi, proprio perché l'ammasso roccioso è compartimentato.

idrogeologia massiccio

E' stata drenata una portata di circa 500 l/s lato Assergi (L’Aquila) e di circa 1000 l/sec lato Casale S. Nicola: in tutto 1500 l/s pari a circa il 7% dei 20.450 l/s che costituiscono, secondo lo studio di impatto ambientale stesso, la portata di tutte le sorgenti alimentate dal bacino imbrifero del Gran Sasso, il quale ha una superficie complessiva di 968 km2 , su cui si verifica un afflusso medio annuo di 862.410.000 mc con precipitazioni medie annue complessive di 890 mm. Il deflusso medio annuale delle sorgenti è di 645.000.000 mc, corrispondenti, appunto ai 20.450 l/sec ricordati in precedenza.

La portata suddetta (1.500 l/sec) è stata quasi totalmente utilizzata per usi idropotabili, coprendo un drammatico ed antico fabbisogno che, se non si fossero realizzati i due trafori autostradali, si sarebbe dovuto inevitabilmente soddisfare con opere analoghe di captazione, più o meno alla stessa quota.

Dallo studio idrogeologico risultano diminuzioni di portata delle sorgenti dell'ordine dell'8% per quelle di Tempera - Capo Vera; dell'ordine del 7% per quelle del Pescara e di S. Callisto; dell'ordine del 4-6% per quelle di Presciano – Capo d'Acqua (Tirino), dovute in parte anche a una costante riduzione degli efflussi meteorici. Sono state inoltre effettuate nuove analisi chimiche delle acque mergenti dal traforo e da numerose sorgenti dei due versanti.