Monitoraggio delle acque

Il deflusso delle acque e il Monitoraggio

I LNGS, come enunciato nella politica ambientale, sono impegnati sul fronte della prevenzione dei rischi ambientali in particolar modo la tutela della matrice ambientale acqua. Affinchè ci sia il costante controllo della risorsa idrica è previsto il monitoraggio continuo.

I Laboratori sotterranei dei LNGS si trovano infatti sotto il massiccio roccioso centrale del Gran Sasso che ospita un imponente acquifero. Le notevoli portate di acqua rinvenute durante gli scavi dei laboratori sotterranei hanno reso necessari imponenti interventi di drenaggio, canalizzazioni ed impermeabilizzazioni. Le acque così raccolte (circa 100 l/s) sono convogliate dall' azienda acquedottistica, insieme alle acque captate all'interno delle gallerie autostradali (più di 600 l/s), nella propria rete di distribuzione che alimenta buona parte del territorio teramano.

Le acque drenate all’interno dei laboratori (circa 100 l/s) vengono convogliate in condotta posta sotto il piano autostradale. Una parte rilevante delle acque di roccia provenienti dagli stillicidi delle pareti dei laboratori non hanno le idonee caratteristiche per essere considerate potabili. Le acque confluiscono nelle cunette ricavate al piede dei paramenti e vengono immesse, attraverso punti di raccolta opportunamente numerati, in un circuito sotterraneo denominato “acque di stillicidio”.

L'acqua di stillicidio viene impiegata, sfruttando , in modo ottimale dal punto di vista energetico ed ambientale, la sua bassa temperatura (6°C), per il raffreddamento a circuito chiuso sia degli apparati sperimentali che degli ambienti sotterranei, inviandola a scambiatori di calore a piastre in acciaio inox, che garantiscono il più completo disaccoppiamento fisico dei circuiti.

L'acqua di stillicidio viene anche utilizzata come scorta idrica per i sistemi antincendio di cui i laboratori risultano ovviamente dotati.

Le acque in uscita dai Laboratori sotterranei, confluiscono in un tratto di tubazione finale e convogliate nel corpo idrico ricettore, denominato “Fosso Gravone”, ubicato immediatamente a monte dell’abitato di Casale S. Nicola (frazione del comune di Isola del Gran Sasso d’Italia). L’intervento ha consentito di “ riattivare” una serie di cascate che negli anni precedenti caratterizzavano paesaggisticamente la località. Le acque del “Fosso Gravone” confluiscono nel torrente “Mavone” affluente del fiume Vomano. Le acque del Mavone, a monte di Isola del Gran Sasso, vengono captate dall’Enel per scopo energetico e condotte alla centrale idroelettrica di Piaganini. Un’ulteriore captazione presente nel territorio è quella a monte di Casale San Nicola, effettuata da un canale di gronda dell’Enel che porta le acque raccolte ad un’altra centrale idroelettrica. Un’ulteriore utilizzazione delle acque si realizza a valle della centrale di Montorio al Vomano dove è ubicato un importante impianto di potabilizzazione di parte delle acque del fiume Vomano, che entra in funzione per sopperire a punte di richiesta idrica da parte della popolazione residente e di quella che raggiunge la costa abruzzese durante la stagione balneare.

monitoraggio acque

Prima dell’uscita dai Laboratori, l'acqua viene sottoposta ad un monitoraggio in continuo tramite una strumentazione analitica presente all’interno il “Laboratorio di Monitoraggio Ambientale” ubicato all’interno dei LNGS stessi.

Il sistema di monitoraggio continuo delle acque di stillicidio defluenti dai laboratori sotterranei è costituito da una serie di strumentazioni, tra cui:

  • uno strumento di rivelazione del carico organico totale (TOC - Total Organic Carbon);

  • due spettrometri di massa con gascromatografo GC/MS per l’identificazione quali-quantitativa di composti organici volatili (VOC);

  • una centralina multiparametrica per monitoraggio on line di torbidità, conducibilità, pH e temperatura.

In particolare l'analizzatore di TOC ha una sensibilità di 0,5 ppb, in grado quindi di apprezzare la variazione di contenuto organico delle acque di 0,5 µg/l ovvero, alla massima portata, un'eventuale immissione di sostanza di 1 mg/sec.

All'esterno, le acque che arrivano direttamente dai laboratori, passano attraverso un sedimentatore/disoleatore ed un depuratore chimico-fisico per poi immettersi infine, a monte dell'abitato di Casale S. Nicola, nel fosso Gravone che confluisce nel torrente "Mavone" affluente del fiume Vomano. Oltre alle analisi interne e agli autocontrolli, lo scarico di tutte le acque è regolamentato dalla normativa sugli scarichi delle acque reflue industriali e periodicamente soggetto a controlli da parte degli organi preposti .