Comporre musica a partire dall’osservazione dei muoni provenienti dal cosmo: è questo l’originale obiettivo del progetto “sinfonia del cosmo” che sarà presentato giovedì 17 maggio a Teramo, presso l’Università degli Studi di Teramo. 

L’idea nasce grazie alla collaborazione tra il musicista Bruno Tatulli e il ricercatore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN Aldo Ianni, con l’intento di generare una vera e propria “musica” proveniente dal cosmo.

Lo strumento che produrrà la sinfonia in questione sarà un rivelatore di raggi cosmici, il Cosmic Rays Cube (CRC), ideato e sviluppato ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, grazie al lavoro di Attanasio Candela e Massimiliano De Deo ed al supporto della Digitalcomoedia. Il CRC è un rivelatore in grado di determinare le tracce prodotte dai muoni, particelle che nascono dall’interazione dei raggi cosmici con le molecole dell’aria nell’alta atmosfera e che sono in grado di propagarsi fino alla superficie della Terra, attraversando il rivelatore.

A dare un carattere internazionale al progetto c’è anche l’iniziativa tra i Laboratori Nazionali del Gran Sasso ed il Laboratorio di Canfranc in Spagna che ha consentito di sviluppare una App (Cosmic Rays Live) che permettere di vedere in tempo reale i dati raccolti dai rivelatori attualmente in rete, uno ai LNGS e due ai Laboratori di Canfranc.

Altri laboratori e centri di ricerca sono attualmente interessati allo sviluppo di simili rivelatori.

Sfruttando l’idea di associare note musicali ai vari settori del rivelatore colpiti dai muoni, professionisti della musica, stanno lavorando affinchè dalla sequenza di note si possa comporre una melodia generata in maniera del tutto casuale. 

L’armonia delle prime 20 note raccolte dal CRC ed arrangiate dal Maestro Enrico Angelozzi sarà un esempio di sinfonia del cosmo, ovvero una vera e propria “musica” proveniente dai raggi cosmici.