20 luglio 2026: Settanta anni fa , il 20 luglio del 1956, Science pubblicava un articolo che ha segnato profondamente la fisica del ‘900. Gli scienziati Frederick Reines e Clyde Cowan erano riusciti a rivelare, per la prima volta al mondo, gli antineutrini confermando l’esistenza di queste particelle. Una scoperta che ha segnato profondamente la fisica del Novecento, a cui L’IINFN ha dedicato uno speciale pubblicato nel febbraio 2026.
Cinque giorni tra laboratori e seminari, e uno spettacolo sul cosmo in occasione dell’Aquila Capitale della Cultura 2026.
Uno studio svolto in collaborazione tra Istituto Nanoscienze del Cnr, Università di Pisa, Sapienza Università di Roma, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Columbia University ha indagato come il grafene influenzi il decadimento del trizio, un processo chiave per misurare la massa del neutrino. La ricerca, pubblicata su Physical Review C., fornisce indicazioni utili per la prossima generazione di esperimenti dedicati ai neutrini.
Il Direttore dell’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN), Francesco Campanella, ha visitato ieri 17 giugno 2026 i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN.
